Progetto ACCOGLIENZA

Pensiamo sia ampiamente condivisibile la visione che tutti noi, uomini, donne,bambini, della terra, siamo come un unico grande popolo in cammino per raggiungere un unico obiettivo che è quello della felicità e della gioia.

L'abbraccio onlus - Fubine

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DA COSA PARTE IL PROGETTO ACCOGLIENZA

Pensiamo sia ampiamente condivisibile la visione che tutti noi, uomini, donne,bambini, della terra, siamo come un unico grande popolo in cammino per raggiungere un unico obiettivo che è quello della felicità e della gioia.

Nella realtà attuale, d’altra parte, è ben visibile la sofferenza di una grande moltitudine di questi uomini, donne e bambini: una sofferenza enorme e indicibile.

Una sofferenza che arriva alle nostre orecchie, e al nostro cuore, come un urlo in cui si nasconde una richiesta di aiuto, di solidarietà, di complicità come esseri umani.

La consapevolezza di tutto ciò, aumentata e sempre alimentata da ciò che vediamo, che ascoltiamo e che sentiamo ci porta inesorabilmente a dare una risposta, sempre e solo se non rinunciamo alla nostra umanità.


PRINCIPALMENTE SONO DUE LE MODLITA’ DI RISPOSTA

  • Girare gli occhi dall’altra parte, le orecchie e il cuore, magari motivando il nostro gesto con il pretesto di proteggere noi stessi dal male, dai cattivi, dai ladri in una situazione già di povertà (a volte persino ingigantita e non corrispondente a realtà), di proteggere la nostra identità (quella che ci separa e divide e non quella che ci unisce), di proteggere i ‘nostri’ valori (come se ci fosse un valore altro, rispetto a quello della solidarietà e dell’amore).
  • Oppure avvicinarsi alle PERSONE, bagnate e che odorano di salsedine e di petrolio, guardarle negli occhi lasciando che il nostro cuore, oltre che la nostra mente, veda ed ascolti e decida magari di prenderci per mano, così come fanno i bambini, per fare un tratto di strada, più o meno lungo, insieme.

L’obiettivo resta sempre quello: la gioia, la felicità che possono scaturire spontaneamente anche dal dare un senso alla nostra esistenza.

Si tratta di abbassarsi un po’, di farsi coinvolgere, di rinunciare e sacrificare qualche cosa (per tanti il superfluo), di diventare padri, madri, figli, fratelli e sorelle di altrettanti padri, madri, figli, fratelli e sorelle venuti da lontano.

Si tratta di aiutarci tutti quanti ad essere e diventare uomini.

Ecco concretamente quello che come Abbraccio abbiamo deciso di fare e che tuttora stiamo realizzando.


UNA FAMIGLIA PER PAESE

PRESUPPOSTI: un gruppo di volontari che aiuti nell’accoglienza e che curi in modo particolare la nascita e la crescita di una relazione umana autentica.

STRUMENTI: l’ascolto è lo strumento fondamentale.

La condivisione di pensieri e vissuti nell’equipe fatta da operatori e volontari.

La programmazione del lavoro e le decisioni possibilmente da prendere insieme: l’equipe e i destinatari dell’aiuto.

Naturalmente garantire e rispondere ai bisogni fondamentali della casa, della salute, dell’alimentazione, dell’istruzione, dell’autonomia da raggiungere sempre insieme, affrontando le difficoltà del capirsi, delle aspettative a volte fuorvianti e irrealizzabili, degli incontri difficoltosi di convinzioni giudizi e pregiudizi, della difficoltà di culture innegabilmente diverse.

Le famiglie accolte sono tre, una somala composta da mamma e tre bimbi, una nigeriana, papà mamma e due bimbi con un terzo in arrivo a brevissimo ed una marocchina composta da papà, mamma e due bimbi.

I bimbi vanno a scuola e fanno attività sportive, i genitori frequentano la scuola di italiano per adulti in Alessandria.

Per dare risposta ad un bisogno impellente che hanno i richiedenti asilo quando arrivano in Italia, trovare il lavoro, ci siamo inventati L’ORTO CONDIVISO.

Perché CONDIVISO? Perché anche gli italiani fanno fatica a trovare lavoro e si viene così a determinare una situazione comune da condividere.

Quando si condivide una mancanza e un grave disagio, ci si parla, ci si conosce, allora le cose si vedono in modo diverso e da qui il passo verso l’integrazione è molto più semplice.

Nell’ORTO CONDIVISO, sotto l’occhio esperto di Giulio e Alessia presso la Cascina Spada a Fubine, lavorano insieme 10 persone, 4 richiedenti asilo e 6 italiani, per produrre pomodori, zucchine, melanzane, fagiolini, peperoni, meloni ed angurie.

I prodotti sono acquistabili in loco dalle ore 18 alle ore 20, dal lunedì al venerdì.

Per informazioni telefonare al 3206143593, nelle ore pomeridiane.